
In fondo le vacanze sono anche andare a cercare cose che non conosci , nuove emozioni , nuovi panorami , per dimenticare i guai ed i pensieri .
E così sulle note del Sirtaky , passo gli ultimi di luglio a cercare informazioni su questa piccola roccia che affiora dal mediterraneo , decido di fidarmi di Todomondo , nonostante la mia amica agente di viaggi mi dica che non vuole averci nulla a che fare… ( bell’inizio eh ? )
Mi piace sapere che questa isola ha subito lo stesso destino dell’Istria , la mia terra per radici , che fino al 1948 era Italiana.
Vento , subito appena scesi dall’aereo , capiremo poi che quella è la zona più ventosa dell’isola , e che proprio lungo il muro di cinta dell’aereoporto , si arriva alla spiaggia di diakoftis , bellissima , ribattezzata da Marco e Barbara : I Caraibi .

Scopriamo con piacere che il monolocale che ci hanno dato ha una vista stupenda sul porto dei pescatori di Finiky , e la nostra finestra resterà aperta per tutti e 14 i giorni , giorno e notte.
Si sente il rumore del mare , anche di notte .. proprio quello che volevamo.
C’è una arietta che ti fa stare sempre con il lenzuolino addosso..
Completamente appiedati , e lontani 2 km dal Arkasa , piccolo paese bianco e azzurro , dove c’è di tutto.. Market , internet cafè , noleggio moto..
Ecco appunto noleggio moto.. i due fratelli , ad Arkasa .

Ne abbiamo provate 3
un 250 della ymc ( che marca è ???? )
che il vento se lo portava via ad ogni curva , nonostante il mio culone ..
un quod della Ymko , arancione.. ( il mio culone ringrazia .. qui si che si sta comodi.. )
ed infine .. la mitica KLE KAWASAKY 650 THE BIG MOTO .!!!!
questa ce la siamo tenuta per 10 giorni .

alla fine il prezzo è sceso da 35 euro a 20 euro al giorno.. abbiamo speso più di moto che di pesce , comunque..
Da lì in poi è stato un susseguirsi lento di giri nel vento alla ricerca di spiagge solitarie , taverne bianche e blu davanti al mare , strade che costeggiano scogli rossi e ricoperti di pini stracciati dal vento
Insomma.. penso che questa isola , grande 54 km x 38 km , l’abbiamo fatta ripetutamente in lungo e in largo , ed avremo sicuramente raggiunto i 1000 km .
Solo uno sguardo alle spiagge super attrezzate di Kira Panagja , e Apella , e Achata , l’acqua sa di gasolio , e io me ne accorgo al primo sorso.
Basta un solo motoscafo ormeggiato al largo (ed erano veramente pochi ) o qualche brigata milanese con costumini troppo firmati.. a farci cambiare rotta.
Si cercano le spiagge di ciottoli , grigi , vulcanici , le sabbie rosse , i colori differenti di ogni singola caletta. Tutte le volte è una lotta con il vento , l’acqua a volte un po fredda , ma alla fine si trova sempre la caletta riparata dove fermarsi.

Olympos merita sicuramente una gita , anche se ci vuole tutto il giorno e 31 euro , per il passaggio in battello , lo spostamento in pulman e ritorno . ( in alternativa c’è sterrato , ma io non l’ho fatto chiedete al nonno che in una delle sue giornate solitarie lo ha percorso con il Quod )
Qui la corrente elettrica è arrivata solo nel 1974 , Società Matriarcale , sembra un posto dove ci abitano solo le donne.. ed in effetti così è …. Gli uomini emigravano e le donne rimanevano li.. a fare il pane , tessere , macinare farina con i mulini a vento , fare makarunes , ed ora invece ad accogliere i turisti.
Già perché adesso tutte le case hanno merce da vendere , olio , olive , saponi , dolci , si ingegnano in tutti i modi , anche perché questa isola non regala nulla .. e loro non comprano niente fuori vivono con quello che hanno.
Le donne , bellissime , hanno abiti fatti a mano , vestono ancora in modo tradizionale , con u fazuletu , ( che ho avuto il piacere di farmi acconciare in quel modo strano che usano )

Il mare è lontano , giù a 750 metri , scogli e azzurro , e a loro non manca per nulla.
Cosi passano i giorni , scorazzando in moto fino alle 3 del pomeriggio , poi il sole ti sfianca . e si corre a casetta.. si apre quella meravigliosa finestra..

E si dorme un paio d’ore ., o si legge .. o si… fa l’amore… ;-))
(beh… certo … in ferie si alza la media no ?)
Poi verso le sette giù in paese all’internet Cafe , ad aspettare Marina , e leggere le mail , e raccontargli finalmente di come stiamo bene di come ci stiamo riposando..
Una parola sulla gente , cordiale , ma cordiale davvero. Non sono ancora abituati al casino del turismo e quindi la loro gentilezza è sincera .Parlano urlando ( un po’ come i bumbari hi hi ) specialmente le donne , e ricordo le liti dei pescatori , davanti ad un greek cafè oppure ad un ouzo , sulla banchina del porto … hanno una cucina semplice , genuina .
Capelli neri , zigomi forti , occhi scuri , e corporature robuste .
Ho visto un intero paese vestito a festa , abiti sfarzosi di tutti i colori , a Menetes il 15 di agosto , per la festa del paese.
Ho visto ceste di pane benedetto appoggiate all’angolo delle case , dove tutti potevano prenderne un pezzo

Ho visto preti ortodossi , vestiti di nero con il loro barbone e gli occhi penetranti.. seduti al bar con una bella Mithos

Un ricordo ad Asya , che una mattina alle 7 mi ha vista con gli occhi lucidi , e mi ha regalato dei fiori rossi , oltre che uno scarabeo che arriva da Alessandria d’Egitto . Lei parlava Bulgaro e Greco , io Italiano e Inglese , ma ci siamo dette piu cose che con certe altre ‘ amiche ‘ .

mi ha spiegato della loro religione , di San Nikolao, di
Maria e della foto di un uomo che è uscita dalla sua bibbia.. quando gli sono venuti gli occhi lucidi..
Due settimane , passate in fretta , ma rimaste nel cuore .
A parte il ritardo del volo di partenza , a parte la grandinata che ha completamente distrutto la Tigra di Marina , (scopriremo poi appena messo piede in Italia ) non posso non ricordare con un sorriso ed un grande senso di benessere questa stupenda Isola.
I love Karpathos.
Luciana 

